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Risparmio energetico, ecco
la mozione per i consigli comunali

I Verdi hanno messo a punto una mozione tipo per far decollare nei Comuni italiani il risparmio energetico. Scaricatela e sottoponetela alle vostre assemblee municipali

Consiglio Comunale di ..............................

 

Premesso:

 

·        Che sin dalla metà degli anni '90 gli scienziati dell'IPCC hanno legato, con ragionevole certezza, i cambiamenti climatici all'emissione di gas derivanti da attività umane con potere serra quali CO2, metano, N2O e CFC;

 

·        Che  i segnali di tali cambiamenti si possono facilmente verificare nell'aumento della diffusione dei fenomeni meteoclimatici  estremi;

 

·        Che la combinazione di prolungate stagioni aride seguite da piogge molto copiose e torrenziali ad elevata energia cinetica è responsabile delle sempre più frequenti alluvioni cui si assiste, in tutt'Europa, negli ultimi anni;

 

·        Che tutti i modelli di previsione, da quello più ottimista a quello più catastrofista concordano nel dire che la temperatura della terra nei prossimi decenni aumenterà insieme all'aumento della CO2

 

·        Che il consumo di energia è raddoppiato nel giro degli ultimi 20 anni ed è destinato irrimediabilmente ad aumentare soprattutto per la sempre maggiore richiesta da paesi emergenti  e che per i governi e i sistemi produttivi non sono più rinviabili scelte e politiche che puntino su un uso più efficiente dell'energia e sul ricorso a fonti rinnovabili;

 

CONSIDERATO

 

*        Che dal 1997, anno di firma del Protocollo di Kyoto che indicava le percentuali di CO2  che ciascun paese avrebbe dovuto tagliare rispetto a quelle del 1990 per poter arginare i fenomeni di cambiamento in atto, l'Italia ha continuato ad aumentare le proprie emissioni di CO2;

 

*        Che ciò pone oggi  il nostro paese nella condizione di dover ridurre la CO2 emessa non più del 6,5% come previsto, ma di circa il 17% per poter rientrare nei parametri del Protocollo;

 

*        Che nella legge 9 gennaio 1991, n° 10 e nei successivi decreti 412/93 e 551/99 riconosciuto ai Comuni un ruolo primario nella verifica della applicazione della normativa legata al contenimento dei consumi energetici;

 

VISTA:

 

*        La  legge 9 gennaio 1991, n° 10, recante "Norme  per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia";

 

*        La legge 1 giugno 2002 n° 120, "Ratifica ed esecuzione del Protocollo di Kyoto alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, fatto a Kyoto l'11 dicembre 1997";

 

*        La deliberazione del CIPE 19 dicembre 2002 di revisione delle linee guida per le politiche e misure nazionali di riduzione delle emissioni dei gas serra, che approva il "Piano di azione nazionale per la riduzione dei livelli di emissione dei gas serra" redatto dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio ai sensi dell'art. 2 della legge 1 giugno 2002 n. 120 e contenente i  livelli massimi di emissione assegnati ai singoli settori per il periodo 2008-2012;

 

CONSIDERATO:

 

·        Che la "Direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del consiglio sul rendimento energetico nell'edilizia" approvata il 16 dicembre 2002  indirizza le Amministrazioni locali a promuovere il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici all'interno dell'UE, garantendo per quanto possibile, che siano intraprese solo le misure più efficaci sotto il profilo dei costi.

 

·        Che la seconda Comunicazione del Governo italiano sul cambiamento climatico ha sottolineato il protagonismo che gli Enti locali e gli "attori" decentrati hanno e sempre più dovranno avere per un'efficace implementazione di quelle politiche per l'uso razionale dell'energia e lo sviluppo delle fonti rinnovabili che sono necessarie per il raggiungimento degli impegni sottoscritti dall'Italia con il protocollo di Kyoto e in ambito europeo;

 

·        Che sebbene molti articoli della legge 10/91 siano rimasti inapplicati per la mancata emanazione dei decreti attuativi, in base al principio di sussidiarietà le Amministrazioni locali hanno la possibilità e il dovere di sopperire alle inadempienze del governo centrale;

 

DELIBERA

 

·        Di impegnare la Giunta Comunale affinché proceda alla revisione del Regolamento Edilizio Comunale introducendo:

 

-         limiti più restrittivi, rispetto i dettati dei regolamenti vigenti, alle dispersioni di calore degli involucri edilizi, per le nuove costruzioni e per le ristrutturazioni edilizie;

-         l' obbligo di installazione per tutti gli edifici di nuova costruzione e per le ristrutturazioni edilizie, di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria;

-         l' esclusione dal calcolo delle volumetrie degli spessori prodotti dagli isolamenti, dalle pareti ventilate e dalle logge vetrate realizzati al fine di ridurre i consumi di energia;

-         l'obbligo di adottare metodiche e dispositivi atti a limitare i consumi di acqua potabile.

 

·         Di impegnare la Giunta Comunale a rendere apprezzabile il conseguimento dell'obiettivo dell'uso razionale dell'energia e dell'utilizzo delle fonti rinnovabili nei criteri di aggiudicazione delle gare di appalto per la fornitura di beni e servizi per l'Amministrazione, predisponendo appositi capitolati speciali che prevedano l'adozione di Contratti di Prestazione con Finanziamento Tramite Terzi, così come ha già fatto la Lombardia con Deliberazione regionale n° 11251 del 25 novembre 2002. 

 

·         Di impegnare la Giunta Comunale a predisporre un programma di diagnosi energetica degli edifici pubblici o ad uso pubblico. Tali diagnosi dovranno contenere la redazione di proposte di interventi di miglioramento edilizio e impiantistico specificandone i costi, i risparmi possibili e i tempi di ritorno degli investimenti.

 

 


La Redazione


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